Panorama di Civita di Bagnoregio sullo sperone tufaceo, Valle dei Calanchi, Lazio

Dati di riferimento

Comune: Bagnoregio (VT) — Provincia: Viterbo — Regione: Lazio
Altitudine: 443 m s.l.m. — Substrato: tufo vulcanico (ignimbrite)
Accesso: passerella pedonale di 300 m (unico collegamento dal 1965)
Residenti permanenti: circa 12 (dati 2024)

Geomorfologia e insediamento: il tufo come fondamento e limite

Civita di Bagnoregio sorge su un isolato sperone di ignimbrite vulcanica nella Valle dei Calanchi, nel territorio dell'alto Lazio. Il pianoro si eleva per circa 443 metri sul livello del mare ed è separato dal resto del territorio da pareti quasi verticali di tufo grigio che scendono direttamente nei fondovalle erodibili. Questa conformazione, che ha reso il sito difensivamente inespugnabile per secoli, è la stessa che ne minaccia oggi l'esistenza fisica.

Il tufo vulcanico dell'area è di formazione relativamente recente (circa 700.000 anni, in riferimento all'attività dell'apparato vulcanico Vulsino) ed è caratterizzato da una struttura porosa che lo rende impermeabile in superficie ma soggetto a erosione accelerata lungo i bordi dello sperone quando esposto agli agenti atmosferici. Le frane che hanno progressivamente ridotto la superficie del pianoro dagli 8 ettari stimati per l'insediamento romano-etrusco agli attuali 0,7 ettari sono il risultato diretto di questa vulnerabilità strutturale.

Origini dell'insediamento: dalla fondazione etrusca all'impianto medievale

Le prime tracce di frequentazione dello sperone risalgono all'età del Ferro (VIII–VII secolo a.C.), probabilmente legate a insediamenti etruschi di cui restano tracce nelle grotte scavate nella parete tufacea. L'insediamento romano è documentato dalla presenza di cisterne e canalizzazioni idrauliche recuperate durante restauri novecenteschi. Il borgo medievale si sovrappone direttamente a questa stratificazione, riadattando le strutture preesistenti.

L'impianto medievale di Civita segue uno schema tipico del borgo arroccato laziale: una via principale (l'attuale via della Fortezza) percorre longitudinalmente il pianoro da porta a porta, con strade secondarie che si dipartono lateralmente verso i bordi dello sperone. La piazza centrale, davanti alla chiesa di San Donato (sec. XI, con rifacimenti XII e XV), è il fulcro dello spazio pubblico e coincide probabilmente con il foro romano.

La porta medievale

L'accesso al borgo avveniva storicamente attraverso tre porte, di cui oggi sopravvive soltanto quella orientale, nota come Porta di Santa Maria o dell'Arco (sec. XIII–XIV). La porta ha struttura in blocchi di tufo squadrati con arco a tutto sesto e presenta i cardini originali in pietra. Le altre due porte, quella settentrionale e quella meridionale, sono crollate nel corso delle frane che hanno progressivamente eroso il perimetro dello sperone tra il XVII e il XIX secolo.

Il tessuto abitativo: case, corti e grotte

Le abitazioni di Civita sono in gran parte costruzioni medievali con successivi interventi rinascimentali. Il materiale è quasi esclusivamente il tufo locale, estratto direttamente dallo sperone. Le facciate sono caratterizzate da portali in pietra lavorata (XIV–XV secolo) e da finestre con cornici modanate. Gli interni conservano in alcuni casi soffitti a volta in tufo e pavimenti in cotto.

Un elemento caratteristico dell'architettura di Civita è l'integrazione tra gli spazi costruiti e le grotte naturali o scavate nella parete tufacea. Molte abitazioni si sviluppano verso il retro integrando ambienti ipogei usati storicamente come cantine, depositi o stalle. Alcune di queste grotte conservano tracce di incisioni e decorazioni etrusche e romane.

Il collegamento con Bagnoregio: dalla strada al ponte

Fino al XVII secolo, Civita era collegata a Bagnoregio (distante circa 1,2 km in linea d'aria) attraverso un percorso che scendeva lungo le pareti dello sperone e risaliva verso la nuova città. Le frane progressive resero questo collegamento sempre più pericoloso, e nel 1965 la strada carrozzabile crollò definitivamente a causa di una frana che asportò l'ultimo tratto del percorso. Da quell'anno l'unico accesso è una passerella pedonale in cemento e acciaio di circa 300 metri, inaugurata nel 1965 e più volte ristrutturata.

«Civita di Bagnoregio non è un borgo in declino: è un deposito stratigrafico ancora leggibile, dove il Medioevo è visibile non come ricostruzione ma come residuo fisico diretto.»

Erosione, interventi e prospettive di conservazione

La velocità di erosione dello sperone tufaceo è stimata dagli studi geologici del CNR in circa 1–2 centimetri lineari all'anno per le pareti più esposte, con accelerazioni significative durante gli eventi di pioggia intensa. Negli anni Novanta e Duemila sono stati realizzati interventi di consolidamento delle pareti verticali tramite iniezioni di resine e reti metalliche, finanziati dalla Regione Lazio e dal Comune di Bagnoregio.

Il numero di residenti permanenti si è ridotto progressivamente fino agli attuali 12 individui (dati anagrafe 2024), mentre i visitatori giornalieri nei mesi estivi superano le 3.000 unità, il che ha sollevato questioni sulla sostenibilità del carico antropico per un sito geomorfologicamente fragile.

Confronto tipologico: Civita tra i borghi rupestri dell'alto Lazio

Il territorio tra Viterbo, Orvieto e il lago di Bolsena comprende numerosi insediamenti su sperone tufaceo: Pitigliano, Sorano, Lubriano, Orvieto stessa. Il modello insediativo risponde a una stessa logica difensiva e geomorfologica, ma ciascun borgo presenta differenze significative nella planimetria interna e nella tipologia costruttiva. Civita si distingue per le dimensioni ridottissime del pianoro e per l'isolamento fisico quasi totale, che ne ha preservato l'impianto medievale a scapito di qualsiasi sviluppo economico moderno.

Fonti e riferimenti